Tenuta di Trinoro 2008

Per capire perché questo vino è così diverso dalle nostre altre vendemmie, con la frutta sgargiante e gli aromi così forti, è importante andare indietro nel tempo e considerare la fatica, l’inedia, quasi, che i vigneti avevano sofferto per tutto l’anno precedente, il 2007 che era stato secco e senza piogge fino dall’inverno. Affamate e senza riserve, le piante entrano nel 2008 e ne affrontano le condizioni principali: la primavera piovosa, con sbalzi di freddo; e l’estate lunga e accecante, con al centro il terribile solleone della Val d’Orcia.

Il vigneto, quando prese la chioma, ebbe subito un’esagerata fertilità che si rifletteva con un verde fisso e insolito delle foglie. Sembrava riuscire a proteggersi dal caldo durante tutto il mese di agosto, e mi pareva che le piante si fossero salvate dallo stress; invece hanno ceduto molto più tardi, bloccandosi segretamente dopo la prima settimana di settembre e rimanendo ferme per tutto il mese. L’uva, a causa della primavera fredda, si era formata in modo diseguale e era rimasta poco riparata dietro foglie troppo piccole, in qualche parte esposta direttamente al sole.

Alla fine di settembre, quando a Trinoro di solito si comincia a raccogliere il merlot, non riuscivo a trovare un chicco maturo per quanto girassi tra le piante, ma, invisibili, nell’uva c’erano le premesse per i diversissimi sapori che avrebbe avuto il vino di quest’anno. Dopo qualche piccola raccolta “di assaggio”, quindi, sospendevo la vendemmia: l’ incubo di ogni vignaiolo dove l’uva non matura, mentre novembre e le piogge arrivano veloci. La maturità si fece sentire di colpo qua e là tra i merlot, alla metà di ottobre: cominciai a raccogliere tutta una quantità di piccoli profili e di parcelle della vigna, finché, alla fine, tra tutti i tipi di uva arrivammo a riempire una quarantina di vasche. I mosti avevano tinte e profumi diversissimi. I vini, come sono apparsi dopo qualche mese, sembravano un mosaico di odori che mi faceva pensare a cose infantili, a colori. Ora che li assemblo, l’annata 2008, così difficile e lunga da capire, cogliere e vinificare si trasforma in un vino esotico e potente, con qualità diverse, mi pare, dalle altre annate di Tenuta di Trinoro.

Età del vigneto: 10-15 anni

Densità impianto: 10,000 piante per ettaro

Altitudine: 450-600 m s.l.m.

Resa per ettaro: 21 quintali per ettaro

Fertilizzazione: Nessuna

Trattamenti: Argilla, propoli, estratto di semi di pompelmo

Vinificazione: Fermentazione alcolica per 12-16 giorni in vasche di acciaio inox 40 Hl

Invecchiamento: Fermentazione malolattica e invecchiamento per 6 mesi in barriques nuove di rovere francese, poi travasato in vasche di cemento

Produzione: 9,600 bottiglie

RECENSIONI

“The 2008 Tenuta di Trinoro sweeps across the palate with layers of beautifully articulated fruit, violets, spices and minerals, while avoiding the heaviness and overripeness that characterized some of the wines of the past. The tannins and the oak both need several years to fully harmonize, but this is a soft, impeccably refined Tenuta to treasure over the next two decades, perhaps longer. (Drink 2014 – 2028).”

— Antonio Galloni, 96+ points

 

Gambero Rosso, Tre Bicchieri

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