Campo di Magnacosta 2020
L'ANNATA
Campo di Magnacosta è stato il primo dei nostri tre Cru di Cabernet Franc ad essere nato nel 2011 dall’idea di Andrea Franchetti di valorizzare le caratteristiche di un preciso terroir.
Viene prodotto esclusivamente da una particella di 1,5 ettari sul fondo valle, piantato più di 20 anni fa con tagli da un vigneto di Pomerol dove il Cabernet Franc è cresciuto per tre secoli. Le viti si radicano profondamente nella ghiaia e limo alluvionale di un vecchio fiume sparito sotto la superficie e che ha dato il nome al vino (Magna: mangiare , Costa: collina).
18 Settembre 2020
Esco nel caldo della mattina presto e sotto le stelle quasi estinte, una brezza africana si è lanciata nella valle a prolungare l’estate. Nel vigneto più vicino, che è di merlot lo scirocco sta spazzando i grappoli, che sono già nudi all’aria perché abbiamo cominciato a sfogliare per l’autunno. Siamo ancora lontani dalle date di maturazione e i chicchi che assaggio hanno un sapore ancora piatto e dolcigno. Il vento cresce nei giorni successivi finché richiamiamo la squadra che sta sfogliando le vigne perché in collina c’è qualche tratto dove le uve si stanno prosciugando. Organizziamo subito una prima raccolta per fare pulizia tra la frutta, sforbiciando dai grappoli le parti avvizzite.
Il 26 settembre il vento fa un ultimo schiocco e cade una pioggia bianca come saliva che suona forte su tutta la distesa delle vigne e per il resto della valle; è questa, finalmente, la rottura di stagione: infatti viene il freddo, e i colori più profondi dell’autunno si accendono, il cielo illimpidisce. Il 30 settembre le vigne si sono asciugate e incominciamo la vendemmia vera e propria; i raccoglitori lavorano tutto il giorno e questo merlot che entra in cantina annerisce le vasche e manda dei buoni aromi. Ha subìto un primo momento di vento siccitoso, poi è maturato con il raffreddamento improvviso dell’aria ed è passato nel soccorso della pioggia; il chicco in cantina ha una polpa dura e una buccia già morbida, è gonfio e aromatico. Intanto la raccolta continua e si estende fino ai vigneti del merlot che sono più tardivi; passiamo alle vigne più grandi della pianura, il 2 ottobre. Il tempo è mobilissimo; sotto la corsa del cielo entriamo negli appezzamenti importanti; anche lì abbiamo una nuova raccolta di uve ben mature. La cantina si è messa bene in moto e trasforma velocemente la raccolta di giornate intere in una fila di vasche piene.
Alla fine, il merlot è stato raccolto in tutti i vigneti. Ricomincia a piovere leggermente il 3 di ottobre. L’otto, il nove ed il dieci sono i giorni in cui matura, con uno scatto, il cabernet franc e le raccolte iniziano di nuovo e durano tutto il giorno fino al buio; inseguiamo la maturità progressiva delle uve, alzandoci sempre più sul fianco della montagna. In cantina il raccolto è esaminato distinguendolo secondo gli appezzamenti, separando la frutta in questo modo nelle vasche; si lavora ogni giorno almeno fino a mezzanotte, finché terminiamo raccogliendo il cabernet franc degli ultimi vigneti; spesso la raccogliamo assieme a certe vigne che gli sono limitrofe di cabernet sauvignon benché queste abbiano l’uva ancora aspra: darà freschezza e spina dorsale alla diluizione che viene dalle piogge: hanno interrotto così spesso la raccolta.
Il dieci stiamo con le squadre nei vigneti che stanno più alti sulla montagna dove cresce l’uva che da sola ogni anno determina la vera riuscita della vendemmia: i vigneti di Camagi, Costa Cocceto. Quando queste uve arrivano in cantina si percepisce che hanno una intrepida maturità guadagnata durante una stagione fatta tutta di sprazzi d’acqua e sprazzi di luce.
RECENSIONI
Othmar Kiem – Simon Staffler, Falstaff, 96 points
Antonio Galloni, Vinous, 95 points
Wine Spectator’s, Bruce Sanderson, 95 points
Monica Larner – Robertparker.com, 94 points
ASSEMBLAGGIO
100% Cabernet Franc
ALTITUDINE
400 m asl
PRODUZIONE
1.765 bottiglie





